Coronavirus, Zangrillo: “Morti in Lombardia? Avevano altre patologie”

2 anni fa
3 Luglio 2020
di simone guadagno

Zangrillo – Medici e virologi continuano i loro dibattiti serrati nei salotti TV e sulla carta stampata. Opinioni diverse e spesso contrastanti che hanno scatenato la furia degli spettatori e dei lettori in più di un’occasione.

Coronavirus, dibattito aperto

Colui che forse più di tutti ha optato per una visione diversa rispetto ai propri colleghi è Alberto Zangrillo, primario all’ospedale San Raffaele di Milano, che nelle scorse settimane aveva definito il virus morto clinicamente.

Pronte erano arrivate le risposte piccate di altri esperti contribuendo a generare spesso dubbi sul reale livello di pericolosità del virus in Italia. Per qualcuno non è più pericoloso ed è mutato; per altri il virus non è da prendere sotto gamba.

Coronavirus, Zangrillo sulla Lombardia

A questa storia si aggiunge ora un nuovo capitolo con Zangrillo che su Twitter ha commentato i dati sul Covid-19 di ieri comunicati dalla Regione Lombardia e quelli nazionali della Protezione Civile, rimarcando come le 21 vittime non siano morte per il coronavirus, ma con il coronavirus aggiuntosi ad altre patologie.

“In Lombardia altri 21 morti, titola Repubblica online. È bene che tutti sappiano che sono persone risultate positive al Covid ma venute a mancare per colpa di gravi patologie pre esistenti o intercorrenti. Fonte: Regione Lombardia”.

Le sue dichiarazioni non sono affatto cadute nel vuoto, anzi. L’hashtag che accompagna il suo cognome è finito nei trending topic su Twitter. Il dibattito resta aperto più che mai.