De Luca: «La Campania rischia di chiudere tutto tra un mese»

3 settimane fa
6 Novembre 2020
di redazione

NAPOLI. «La Campania è stata collocata nella zona cosiddetta gialla, a fronte di altre regioni collocate in zona arancione e altre in zona rossa. A me le classificazioni non fanno né caldo né freddo, noi ci siamo dati una linea chiara e lavoriamo sulla base di questa linea e degli obiettivi che noi dobbiamo perseguire in Campania».

Lo ha detto Vincenzo De Luca, governatore della Campania, nel corso della sua diretta su Facebook del venerdì. «Qualcuno si aspettava, quasi voleva, che la Campania venisse inserita tra le zone rossa. Come Totò e Peppino a Milano, quando Peppino diceva a Totò che non sentiva freddo e Totò rispondeva che non era possibile perché a Milano non può fare caldo, è capitata la stessa cosa per Napoli e la Campania: non possono essere considerate regioni di eccellenza, devono essere per forza il degrado e il disastro. Siamo veramente spiacenti, ma non è andata così», ha detto ancora l’ex sindaco di Salerno.

«NULLA DA FESTEGGIARE»
Lo “sceriffo”, però, invita a non abbassare la guardia: «Io vorrei lanciare ai nostri concittadini un appello all’unità, alla responsabilità e all’orgoglio di Napoli e della Campania, per il lavoro che stiamo facendo.  I dati che abbiamo oggi in Campania ci devono preoccupare e nessuno pensi di festeggiare, non c’è niente da festeggiare. Dobbiamo essere ancora più rigorosi. Dobbiamo tenere gli occhi aperti, perché altrimenti andiamo non in zona rossa, ma in zona strarossa se non facciamo tutti quanti insieme un grande sforzo unitario collettivo per contenere il contagio con comportamenti responsabili».

«MEGLIO UN LOCKDOWN NAZIONALE»

Il governatore, poi, ha spiegato che avrebbe preferito un lockdown nazionale. «In questi mesi si sono confrontate in Italia due linee per affrontare il Covid: una che puntava alla prevenzione, quella scelta dalla Campania, e una che puntava a misure parziali che seguivano il contagio. Il Governo ha scelto questa linea e io credo che non sia efficace. Avrei preferito una linea unitaria di rigore per tutto il paese, avrei preferito la chiusura di un mese di tutto». Secondo il presidente della giunta regionale: «questo ci avrebbe aiutato a frenare il contagio, anziché avere un calvario di ordinanze, di decreti uno ogni 48 ore che ha finito per creare sconcerto ai cittadini, per non dare mai la percezione della gravità della situazione, per creare conflitti tra categorie economiche e per creare anche conflitti territoriali. Ma soprattutto – ha aggiunto – una linea del genere non è efficace, perché non risponde all’obiettivo di fare prevenzione, ma interviene dopo che il contagio è già avvenuto.

Oggi com’è possibile verificare si corre ai ripari, ma si corre ai ripari avendo perduto a mio parere settimane di tempo preziose“. Per De Luca «non dobbiamo aspettare il momento nel quale il contagio ha un’esplosione e diventa incontrollabile, ma dobbiamo intervenire prima. Lo so che quando la situazione sembra tranquilla è più duro dover dire che dobbiamo attuare delle restrizioni, ma la prevenzione significa questo, intervenire prima che il problema scoppi, sennò è perfettamente inutile». 

AI SINDACI
Infine, nonostante l’appello all’unità, non è mancato un attacco agli amministratori locali. Nel mirino del governatore, probabilmente, ancora una volta il primo cittadino di Napoli Luigi de Magistris, con cui sono noti i rapporti di astio.

«Per quasi 2 mesi la Campania ha subito un’aggressione mediatica, giornali e reti televisive nazionali che hanno descritto una sanità falsa e poi hanno fatto finta di sorprendersi. Per mesi abbiamo assistito a campagne scandalistiche, a interviste con uomini mascherati, ancora in questi giorni c’è qualche imbecille di amministratore della Campania che viene invitato e va in giro per le televisioni semplicemente per parlare male di Napoli e CampaniaAmministratori – ha aggiunto – che magari non hanno fatto niente per le loro città, che non hanno alzato un dito per controllare la movida, per mettere ordine, cioè per dare una mano a contenere il contagio. Ebbene questi soggetti vengono ormai utilizzati come lo scemo del paese semplicemente per parlare male di Napoli e della Campania. il gioco è talmente scoperto che è diventato noioso».

Fonte: Ilroma.net

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