I soldi sporchi della camorra nel cinema a Roma: 9 arresti, c’è un noto produttore

2 mesi fa
17 Marzo 2022
di redazione

I soldi della camorra da riciclare nel cinema, ”perché un film può costare 200mila ma può costare pure 50 milioni di euro”. Lo dicevano gli arrestati intercettati. C’è anche un produttore cinematografico, Daniele Muscariello, fra le nove persone finite in carcere con l’accusa di riciclaggio. L’aggravante dell’agevolazione mafiosa ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, nell’ambito dell’inchiesta della Dda della Procura di Roma. E’ coordinata dagli aggiunti Michele Prestipino e Ilaria Calò. L’indagine, svolta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Roma e dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, ha portato in carcere anche un carabiniere e un poliziotto.

I fatti

Questi ultimi in particolare si occupavano di prelevare a Napoli il denaro contante del clan camorristico D’Amico-Mazzarella e lo consegnavano a Muscariello, Questi aveva il compito di riciclare i soldi. L’inchiesta, nata in seguito agli sviluppi seguiti agli arresti dello scorso gennaio che avevano smantellato due gruppi armati legati al narcotraffico. A capo gli albanesi Elvis Demce e Ermal Arapaj, si è poi intrecciata con quella della Gdf su operazioni sospette. Oltre agli arresti disposto il sequestro di oltre un milione 500mila euro. Nel corso delle indagini erano emersi dei rapporti tra i due albanesi e il produttore cinematografico. Progettavano il sequestro di un imprenditore che si era indebitato con il clan camorristico, progetto mai realizzato.

”Il cinema è il nostro strumento” diceva uno degli indagati. Per ‘ripulire’ i soldi il clan si affidava anche a un’azienda vitivinicola, il cui commercialista è finito in carcere. ”Abbiamo relazioni importanti, sono 4 volte che mi arrestano ma poi torno a casa” diceva in un’intercettazione Muscariello, produttore della Henea Productions, che aveva realizzato tra gli altri il film del 2021 ‘All’alba perderò’. Durante le indagini sono state documentate movimentazioni bancarie per operazioni di riciclaggio di almeno un milione 250mila euro, con la disponibilità sistematica di 200mila euro al giorno da destinare alle operazioni di ‘mascheramento’.

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