Il paziente che ha contagiato un intero ospedale

2 anni fa
28 Maggio 2020
di redazione

Il 9 marzo scorso un uomo è arrivato all’ospedale San Agustín a Durban; città costiera della provincia del KwaZulu-Natal a est del Sudafrica, lamentando tosse e mal di testa.

Viene ricoverato e sistemato per qualche giorno accanto ad una donna che aveva appena avuto un infarto. Lui tornava dall’Europa, lei è ospite di una casa di cura.

Solo due giorni dopo l’Organizzazione mondiale della Sanità avrebbe dichiarato la pandemia da Coronavirus. Meno di un mese dopo, il virus in questione sarebbe stato rilevato in 119 persone all’interno di quell’ospedale; tra cui 80 operatori sanitari, e ucciso tre di loro, tra cui la signora che aveva avuto l’infarto.

E’ questa la storia che dimostra come un singolo paziente sia riuscito a trasmettere il contagio ad un intera struttura ospedaliera. La ricostruzione di quanto successo è stata effettuata da un gruppo di ricercatori dell’Università di KwaZulu-Natal guidati dal professor Salim Abdool.

Lo studio in questione, reso possibile dal fatto che l’epidemia qui era ancora allo stadio iniziale; dimostra come un singolo infetto possa avviare una catena del contagio che interessa decine di persone che sono state con lui a stretto contatto.

L’uomo da cui sarebbe partita la trasmissione, che era stato in Europa quando l’epidemia già mieteva le prime vittime, è arrivato in ospedale il 9 marzo con sintomi da Covid-19.

Nella struttura non ci è rimasto molto, ma quel lasso di tempo è stato sufficiente per infettare la persona che era ricoverata quasi accanto a lui.

Essendo un caso sospetto di Coronavirus, il primo paziente era stato mantenuto in un ambiente separato rispetto al resto del pronto soccorso, ma comunque in comunicazione con una sala utilizzata per le attività di rianimazione. Fonte: Fanpage.

temi di questo post