Le mani delle mafie sulla benzina: tra i 70 arrestati anche la cantante

5 giorni fa
8 Aprile 2021
di redazione

Il clan Moccia, storico e potente sodalizio di camorra che da Afragola ha esteso la sua attivita’ in tutta l’area a Nord-Est di Napoli, aveva messo le mani attraverso una serie di operazioni societarie sul gruppo petrolifero. Holding che Anna Bettozzi aveva ereditato da Sergio Di Cesare, noto petroliere romano. La ricca ex immobiliarista di successo Anna Bettozzi (che come nome d’arte ha scelto appunto Ana Bettz), oggi cantante in Calabria è tra i 70 arrestati nell’operazione.

Le indagini

Una scalata in un settore strategico anche per riciclare denaro sporco cominciata nel 2015 e seguita da quell’anno da un’indagine del Gico della Guardia di Finanza di Napoli. Le Fiamme Gialle avevano iniziato ad accendere i riflettori sugli investimenti della cosca nel settore dell’edilizia e del mercato immobiliare. Il nuovo canale di investimento faceva capo ad Antonio Moccia, esponente di vertice del gruppo, che aveva contatti con l’imprenditore di settore Alberto Coppola. Mentre sul versante finanziario era aiutato dai commercialisti Claudio Abbondandolo e Maria Luisa Di Blasio e dal faccendiere Gabriele Coppeta. Coppola, nelle sue relazioni commerciali, vantava la sua parentela con Antonio Moccia, presentandosi anche come suo cugino. Una parentela avvalorata dallo stesso boss.

Coppola medio’ i rapporti della Camorra con la Max Petroli srl, ora Made Petrol Italia Srl, di Anna Bettozzi, una societa’ in grave crisi finanziaria. Dunque i Moccia e anche i Casalesi investirono molta liquidita’, aumentandone il volume d’affari, passato da 9 milioni di euro a 370 milioni in 3 anni. Su questo filone di indagine hanno lavorato sia la Guardia di Finanza napoletana che quella romana su delega della Dda capitolina e napoletana. La Made Petrol non solo si e’ prestata riciclare denaro della camorra ma ha attuato anche una serie di frodi nel settore degli oli minerali. Costituendo così 20 societa’ cartiere che le permettevano di non pagare tasse e di rifornire il suo network di distributori di carburante a prezzi concorrenziali.

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