Lorena uccisa dal fidanzato, la laurea in medicina è post mortem:

1 mese fa
21 Ottobre 2020
di redazione

Lorena Quaranta sognava di laurearsi e di lavorare come pediatra, ma è stata uccisa dal fidanzato il 31 marzo scorso. Oggi, però, l’Università di Messina realizza il suo sogno proclamandola dottoressa in Medicina e Chirurgia con la votazione di 110 e lode. La pergamena di laurea è stata consegnata, nel corso di una cerimonia in Aula Magna, alla sua famiglia. Fondamentale l’aiuto dei colleghi di corso che hanno ultimato la tesi di Lorena intitolata «Immunodeficienze selettive: la candidiasi mucocutanea cronica».

A discuterla davanti alla commissione presieduta dal Rettore, Salvatore Cuzzocrea, ci ha pensato l’amica e collega Vittoria Patorno. «Saluto tutte le autorità presenti – ha commentato il Rettore – e in particolare la mamma e tutti i familiari di Lorena. Durante un convegno avevamo promesso che questo giorno sarebbe arrivato e così è stato, per dare un segno, insieme alle altre istituzioni. Oggi c’è una sedia vuota in quest’Aula, ma in realtà avrebbe dovuto essere occupata da Lorena per coronare i suoi studi. Ringrazio la madre e la famiglia per averci permesso di stare loro vicino, nel ricordo di una figlia dell’Ateneo. Organizzeremo molti altri eventi ed iniziative di sensibilizzazione, affinché non si ripetano mai più simili atti di viltà».

Il professor Carmelo Damiano Salpietro, relatore della ragazza, ha ricordato il percorso di studi della studentessa: «La cosa che più ricordo di Lorena era il suo entusiasmo per ciò che stava facendo. Quando è stata accolta in reparto ha subito simpatizzato con i colleghi e con i pazienti, soprattutto quelli più piccoli. Ricordo con piacere il ventennale di un convegno durante il quale ha fatto da speaker e ha presentato i relatori. A Natale mi fece recapitare un biglietto d’auguri in cui mi svelò il suo più grande sogno, cioè diventare pediatra. Sono sicuro che lo avrebbe realizzato e sarebbe stata bravissima, preparata e competente, come lo è stata durante le ricerche per la sua tesi».

Lorena, 27 anni, originaria di Favara, era iscritta alla facoltà di Medicina a Messina, ed è stata strangolata per mano del suo compagno, Antonio De Pace, studente in Odontoiatria, calabrese di Vibo Valentia. Stavano insieme da tre anni, a settembre erano andati a vivere insieme a Furci Siculo, in provincia di Messina.

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