Serena, mamma uccisa da ubriaco al volante: patteggiati tre anni e mezzo

2 anni fa
9 Ottobre 2020
di redazione

Una sentenza che riaccende il dolore e la rabbia in un’intera comunità, quella giunta al termine del processo per la morte di Serena Durastante.

La giovane mamma di due bambini, 32 anni, era morta sul colpo lo scorso 14 aprile 2019, dopo essersi schiantata con un’auto guidata contromano da un ragazzo ubriaco in provincia dell’Aquila.

L’imputato, che rischiava una condanna fino a 12 anni per omicidio stradale, se l’è cavata patteggiando tre anni e mezzo.

Serena Durastante era cresciuta a Cesaproba di Montereale (L’Aquila), ma si era trasferita col marito nella vicina frazione di Marana.

I due avevano anche due bambini piccoli e all’alba del 14 aprile 2019, la 32enne si stava recando al lavoro, percorrendo la statale 260Picente, quando un’auto guidata da un 23enne di Cagnano Amiterno, che proveniva in senso contrario, aveva invaso la sua corsia.

A nulla era servita la cintura di sicurezza: l’impatto, avvenuto tra Pizzoli e Cagnano, era stato così violento che Serena morì sul colpo.

La posizione dell’imputato, Mario Marini, studente universitario di Ingegneria e incensurato, era aggravata dal tasso alcolemico pari a 1,8 grammi per litro. Il ragazzo stava rientrando a casa dopo una nottata in giro con gli amici.

Alla fine, come spiega Il Centro, dopo il risarcimento delle parti civili, il giovane imputato ha ottenuto lo sconto di pena grazie al procedimento speciale, alla giovane età e all’assenza di precedenti.

A Cesaproba, però, montano rabbia e indignazione per una sentenza che non lascia senso di giustizia ai familiari di Serena e ai loro compaesani.

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