Serie A, la Lega: 16 e 23 gennaio stadi aperti solo per 5.000 tifosi

4 mesi fa
8 Gennaio 2022
di redazione

La Serie A è destinata a continuare, ma sempre con meno tifosi. La Lega calcio, riunita in assemblea, ha approvato all’unanimità una delibera che autolimita dal 16 gennaio per due turni a 5.000 spettatori il massimo di presenze negli stadi per contrastare l’emergenza Covid. In queste occasioni saranno chiusi i settori ospiti.  La ventunesima giornata in programma domani e la finale di Supercoppa di mercoledì 12 avranno ancora il 50% del pubblico.  Dopo la pausa per la nazionale, prevista dopo il 23 gennaio con ripresa del campionato il 6 febbraio, si ritornerà alla capienza prevista per legge. La decisione arriva dopo che nelle scorse ore il governo Draghi aveva proposto alla Figc di pensare ad uno stop del campionato o alle porte chiuse. La capienza nei giorni scorsi era stata già ridotta dal 75% al 50%, con conseguente caos biglietti specialmente per chi (come la Roma allo stadio Olimpico per la partita contro la Juventus) aveva già superato la quota del 50%.

Intanto oggi la Lega Serie A ha vinto tre dei quattro ricorsi presentati contro i provvedimenti delle Asl locali. Il Tar del Friuli Venezia Giulia, quello del Piemonte e quello della Campania hanno dato ragione alla Lega dopo la disposizione della quarantena, da parte delle autorità, per Udinese, Torino e Salernitana, con i giocatori negativi che quindi non sono più in isolamento. Il Tar dell’Emilia, invece, ha confermato la quarantena per il Bologna. Poi, in una nota, ha espresso la «massima soddisfazione per le pronunce giurisdizionali dei diversi Tar (Piemonte, Friuli-Venezia Giulia e Campania) che hanno riconosciuto la validità dei ricorsi contro i provvedimenti delle Asl che avevano impedito ad alcune formazioni di A la prosecuzione della propria attività sportiva. Queste decisioni – conclude la Lega – fanno ben sperare, come ribadito più volte nei giorni scorsi, che si possa arrivare in breve tempo a uniformare gli interventi delle Asl territoriali nel rispetto della legge e dei protocolli sportivi».

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